da: Requiem per i vivi
XIII
Il sacrificio è qualcosa che viene portato.
Come un vestito. Come un dono.
[...]

dipinto di Omar Galliani
categoria:omar galliani, l'armatura dell'eroe


dalla nota critica di Francesco Tomada:
“Saperti a piedi nudi” (Lietocolle) è la seconda raccolta poetica di Filippo Amadei, che aveva esordito nel 2005 con “La casa sul mare” (Il Ponte Vecchio), e si caratterizza per una versificazione distesa, leggibile e sicura. Rispetto all’opera prima sono evidenti i passi in avanti compiuti dal giovane autore forlivese nella consapevolezza dell’utilizzo della lingua e nella definizione di uno stile personale senza nascondere il punto di partenza [...]
continua su "La dimora del tempo sospeso"
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Testi tratti da Saperti a piedi nudi, Faloppio (CO), Lietocolle Libri, 2009.
*
L’OMICIDIO DI BENAZIR BHUTTO
Un proiettile ak-47 le ha sfondato il cranio
ha vinto la resistenza dei capelli scuri, la guerra
delle sue mani contro la morte. Lei non voleva
scampare al naufragio, lo dicevano gli occhi
pronti all’inciampo, i nervi tesi delle dita sottili
una questione di mesi giorni secondi, forse
la sua cessata ostinazione si ostina a non finire
commentano gli inviati speciali della BBC
mentre io non riesco a capire se fuori piove
o nevica ghiaccio se questa malinconia
natalizia attraversa me o l’occidente.
*
Dammi un autunno come quello
degli alberi cedui, mia vita.
Il tremolio glorioso e tintinnante
di una luce superstite e infinita.
Giuseppe Conte
C’è stata un’altra rapina stanotte e crescono
ettari di ipermercati nelle campagne
penso a mia madre che mi vuole bene, alla vita
incomprensibile di Giorgia, ma tu arrivi
come un sussulto sugli alberi aperti
all’ultimo sole di viale Marconi e non so più
se questo giorno che muore è perduto
veramente se sono io o sei tu, autunno
con le tue mille mani a sfrondarmi.
*
Il vano passeggero è piccolo e scomodo.
Mi tocca rincagnarmi fra le borse da viaggio
tra lattine e cartoni di latte.
In galleria assaggio il buio della roccia
quando ci rigurgita e torna la luce
mi sembra la prima volta.
La vacanza ci affaccia a un mondo nuovo
le cinture di montagne mi soffocano
stringono alle radici della terra
per troppo bene che ci vogliono.
Luglio 2004
*
a Cristina, per sempre
Io per primo tu dietro, insieme
ansimare fino agli scogli
pieni di sale, era un gioco
essere felici, era semplice
vivere, non come ora
che resto in attesa del perfetto
rumore dei nostri passi
mi dico che devo riprendere a giocare
la necessità del tuo ricordo rialberga in me
come un tenero rimprovero
mentre tutta la mia vita resta qui
orfana e concentrata - un granello
nel paesaggio marino che ammutolisce.
*
Il salto in alto
a Fabio
È tutta una questione di tendini
e torsione del busto oltre l’asta
questo mi dicevi, di guardare
la posa dei piedi nella contrazione
limpida prima del salto, l’allineamento
parallelo delle gambe al terreno
non dimenticherò mai l’agosto del ‘92
nello slancio della nostra ultima infanzia
mentre l’aria fendeva il profilo
del tuo corpo, indecifrabile
un miracolo verso l’alto.
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Inediti
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Una chiave USB senza coperchio
oggetti nati per stare insieme
separati dalla distrazione del caso.
Erano anni che non ti vedevo
ho ritrovato il coperchio sotto il vecchio
mobile della casa al mare
così il nostro pedalare insieme nella pineta
ha la stessa traiettoria di un incontro
come si ritrovano da lontano le cose
credute smarrite per sempre
come si riconoscono - solo nascosta era
negli angoli del tempo la perfezione
il loro combaciarsi.
*
Qualcosa di te continua ad esistere
sparso e inanimato, quel chiaro
fermaglio a forma di orsetto
il portapenne colorato che lotta
invano col mio disordine.
Non sei più acqua ma sedimento
breve della memoria
bacino di raccolta, affanno
passato e placido, stratificato nel tempo.
*
Hai iniziato la tua opera di demolizione
basta poco, qualche pietra appena
più dura a rompere l’ostile
equilibrio del corpo, privato
di ogni suo valore, una piccola solitudine
sola resta, in questo vuoto sto
senza biasimarti
posso solo vedermi distruggere.
*
Queste mie povere ossa sdraiate sul telo
azzurro del mare, questo mio piccolo
modo di risplendere che proteggi
tra le ultime dita dei tuoi giorni
settembre che resisti
nei battiti deboli della luce
mi chiedi di aiutarti a guarire
come una ferita, ma è la tua agonia
che preme - una spina
nel debole tallone della mia vita.
*
SALA PESI
Questi pesi che gravitano intorno
al mio spazio vitale, tutti questi pesi
riuniti in anelli, ancorati a equilibri
di bilancieri al sistema di funi e carrucole
del cervello. Questa ghisa non m’abbandona
mai - è tutto un massiccio
movimento di pensieri
e non si è mai abbastanza
leggeri per la vita.






