[,,,]
Planavamo contro i corpi; la gente appiattita alla gente si confermava senza storie; gli occhi cavalcavano da lontano, sembravano poter arrivare.
Credevi ci fosse un'urgenza dentro quel fiume, di più dentro le gocce.
Le ginocchia rosse di freddo, sancivano la miccia che ti addossava al poster della gigantessa di turno, le sue grosse tette, la selva strappata nel punto che faceva più male.
Ti sospettavo da prima senza saperlo.
Ero una bambina.
Avevo capelli corti, le labbra nascoste in un gesto di timidezza, forse per nascondere il sintomo. Non dicevo le cose, le tagliavo a pezzetti, ne facevo lamelle che appuntavo sui vetri per ricordarmi le mutazioni, non essere mai distante da dove mi potevo avvistare.
Guardavo la falce da sotto la porta. I piedi sporchi di terra, tornati dai campi prima del buio, zitti, calpestavano viola su viola i suoni – grassi - dentro le orecchie, tonfi di case imbrattate da fenomenologie, epoche che si rinnovavano a ogni nuova semina.
La gente era interessata agli orrori delle madri, alle assenze che impedivano la crescita sana.
Il refrain le rendeva scivolose come il fondo di una gora.
Salivo di corsa le scale per non sentire freddo, mi infilavo sotto le coperte, le mani a tastare le onde che avevo visto in cartolina o dalla finestra del bus quella volta che mia madre mi ha mandata in colonia.
Avevo sette anni, me ne sentivo settanta.
Era il rumore della gola che raschiava per pulirsi dall’immondizia.
Tu eri una moltitudine distante.
Era il primo inverno.
Ti ho portato sull’isola; volevo ci lasciassi il rimedio.
Ma ero uno gnomo.
Allo stesso modo stupito, tu ti accucciavi come un feto dentro le sottane della penuria.
La povertà è la salvezza che riscatta fino al perdono, ma non salva dalla mancanza.
Avresti voluto partorirmi sul duro del cemento; la tuba era una striscia di raso, svolazzava come un uccello. A me piaceva strafarmi nei cerchi dell’acqua, spaccare la forma dentro la forma.
Potevamo restare senza dolore. Ma tu non morivi mai.
Erano giorni di neve, le spose muggivano incantevoli.

- foto di francesca woodman -